Recensioni

Recensione: Le Diecimila Porte di January – Blog Tour

Salve amici!
Come vi avevo preannunciato nell’articolo precedente, oggi siamo qui per recensire Le Diecimila Porte di January, libro autoconclusivo appena approdato in Italia per Oscarvault. La recensione fa parte di un Blog Tour quindi vi invito a leggere le recensioni delle mie colleghe: Deborah, Ilaria, Laura e Rosalinda.

TITOLO: Le Diecimila Porte di January
AUTORE: Alix E. Horrow
RATING: 2,5\5
TRAMA: Estate 1901. Un’antica dimora nel Vermont, piena di cose preziose e sorprendenti. La più peculiare è forse January Scaller, che vive nella casa sotto la tutela del facoltoso signor Locke. Peculiare e atipica, almeno, è come si sente lei: al pari dei vari manufatti che decorano la magione è infatti ben custodita, ampiamente ignorata, e soprattutto fuori posto. Suo padre lavora per Locke, va in giro per il mondo a raccogliere oggetti “di un valore singolare e unico”, e per lunghi mesi la ragazzina rimane nella villa ridondante di reperti e stranezze, facendo impazzire le bambinaie e, soprattutto, rifugiandosi nelle storie. È così che, a sette anni, January trova una porta. Anzi, una Porta, attraverso cui si accede a mondi incantati che profumano di sabbia, di antico e di avventura… Sciocchezze da bambini. Fantasie assurde, le dicono gli adulti. E January si impegna con tutta se stessa per rinunciare a quei sogni di mari d’argento e città tinte di bianco. Per diventare grande, insomma. Fino al giorno in cui, ormai adolescente, non trova uno strano libriccino rilegato in pelle, con gli angoli consumati e il titolo stampigliato in oro semiconsunto: “Le diecim por”. Un libro che ha l’aroma di cannella e carbone, catacombe e terra argillosa. E che porta il conforto di storie meravigliose nel momento in cui January viene a sapere che il padre è disperso da mesi. Probabilmente morto. Così la ragazza si tuffa in quella lettura che riaccende il turbine di sogni irrealizzabili. Ma lo sono davvero? Forse basta avere il coraggio di inseguirli, quei sogni, per farli diventare realtà. Perché pagina dopo pagina January si accorge che la vicenda narrata sembra essere indissolubilmente legata a lei…

RECENSIONE:
Uscito da poche settimana qui in Italia, Le Diecimila Porte di January ha fatto molto discutere. Molti l’hanno amato profondamente, mentre una fetta dei lettori l’ha trovato sopravvalutato…beh io purtroppo cado proprio in quest’ultima categoria.

Le Diecimila Porte racconta la storia di una giovane ragazza, January, che viene affidata alle cure del ricco e rinomato signor Locke. Quest’ultimo è il datore di lavoro del padre di January che è occupato a viaggiare e collezionare preziosi tesori per Locke. January si sente sola, incompresa e prigioniera nella grande dimora di Locke, ma tutto cambia quando riceve un piccolo taccuino scritto direttamente dal padre che la sprona a scovare le magiche Porte che la condurranno a mondi lontani e a trovare, in questo modo, il suo posto nel mondo.

Come potete immaginare da questa breve descrizione, il romanzo è costruito sull’impostazione della storia nella storia. Il libro quindi segue due archi narrativi, da una parte la vicenda più importante della protagonista January e, dall’altra, il racconto scritto dal padre. Abbiamo già potuto leggere questa “tecnica” narrativa, un esempio è Il Mare senza Stelle che in parte ricorda proprio il libro della Harrow. Io ho scoperto recentemente di odiare libri con questa struttura, perciò non sono riuscita ad apprezzarlo. Le vicende narrate dal padre risultano essenziali per la crescita di January e quindi è giusto che siano ben evidenziate, ma purtroppo a causa di questa seconda storia il ritmo del libro rallenta drasticamente, tardando a raccontare la parte che a noi più interessa, ossia quella di January. Avrei preferito approfondire di più il percorso di January e stretto invece tutto ciò che riguarda il padre.

Parlando però degli elementi positivi non possono non citare lo stile di scrittura, nonostante sia il primo libro dell’autrice, non posso che ammirare la sua prosa. Anche in questo caso ho notato una somiglia con Il Mare senza Stelle o con Laini Taylor, data la ricercatezza del vocabolario e la grande presenza di metafore. È uno stile quasi poetico, raffinato e sensoriale. Devo ammettere di essere rimasta molto colpita dalla bellezza della scrittura, soprattutto dato che si tratta di un debutto.
Purtroppo però non basta questo per creare un buon libro, Le Diecimila Porte pecca di tanti errori e scarsa attenzione che personalmente mi hanno rovinato la lettura. Innanzitutto ci troviamo a inizio 1900 e questo purtroppo non si percepisce, non c’è una descrizione adeguata dell’epoca. Mi è capitato di leggere altri libri, soprattutto YA, ambientati in epoche passate che però poi non vanno ad approfondire il periodo storico, a questo punto perchè non collocare la storia nei giorni nostri?

Altro grande problema per me sono stati i personaggi, come vi ho accennato prima, questo è un libro molto intimo e soggettivo. Il suo intento non è creare mondi fantastici o descrivere battaglie, vuole raccontare il viaggio personale e di crescita della sua protagonista. Ma se non riesco a trovare una caratterizzazione adatta, se mancano gli elementi per conoscere questa ragazza, come posso affezionarmi a lei? January e tutti gli altri personaggi sono piatti, dimenticabili e scontati. E oltre a questo le loro personalità non sono ben inquadrate, non so nulla a riguardo. Come potrò mai tifare per loro, se non mi interessa minimamente il loro viaggio? Questo disinteresse e distacco dai protagonisti non mi ha permesso di emozionarmi, non c’è stata neanche una scena commovente. Sono una persona che si emoziona facilmente con i libri, ma Le Diecimila Porte, un romanzo che ha proprio l’obiettivo di toccare il lettore, non mi ha lasciato nulla.

Forse proprio a causa della mancata caratterizzazione e dell’assenza di azione, il ritmo del libro risulta davvero pesante e prolisso. La trama vera e propria, dedicata alla protagonista, ha inizio solo al 60% del libro, perciò è persino faticoso entrare nella storia. Le Diecimila Porte ha meno di 400 pagine, ma mi è sembrato di leggerne il triplo. Sono giunta alla fine del romanzo stremata e senza il minimo interesse per la storia appena letta.
Come potete ben notare il libro per me è stata una grande delusione. Non ve lo consiglio se come la sottoscritta preferite storie più dinamiche, con magie e battaglie. Io ho scoperto di recente di non apprezzare storie così introspettive, soprattutto se i personaggi non vengono caratterizzati come si deve e Le Diecimila Porte non mi ha fatta sognare. Però so che tanti hanno adorato la storia di January, come sempre suggerisco di informarsi leggendo altre recensioni, non precludetevi la lettura solo perchè a qualcuno non è piaciuto.

Classificazione: 2.5 su 5.

Alla prossima!

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