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Le Diecimila Porte di January: La differenza di classi nel ‘900- Blog Tour

Buongiorno amici!
Sono passati parecchi mesi dall’ultima volta che ho pubblicato un articolo qui sul blog, però oggi torno più carica che mai per parlarvi della nuovissima uscita Le Diecimila Porte di January e in particolare per approfondire uno degli aspetti presenti nel libro, ossia la differenza di classi. Prima di inoltrarci nel vivo dell’articolo, dato che questo è parte di un Blog Tour, vi invito a dare un’occhiata agli approfondimenti già usciti nei giorni scorsi sui blog delle mie colleghe.

Il romanzo si apre in un’antica villa nel Vermont, durante la calda estate del 1901. Ci troviamo in America, una nazione che in quegli anni stava affrontato grandi cambiamenti dal punto di vista sociale, politico ed economico che poi l’avrebbero portata a diventare la più grande potenza industriale. La storia di January prende vita proprio in questo periodo e uno degli aspetti che personalmente mi ha maggiormente colpita del romanzo è stata la critica che l’autrice ha mosso, anche se forse in maniera troppo velata, verso la stratificazione di classi tipica in quegli anni.

January è una ragazzina, senza madre e con un padre assente per motivi di lavoro, che si ritrova a convivere in un luogo a lei estraneo come la grande dimora del signor Locke. È proprio quest’ultimo ad occuparsi di January dato che il padre è occupato viaggiando per tutto il mondo per procurarsi i preziosi tesori che Locke tanto ama. January proviene da una famiglia povera mentre il Signor Locke appartiene all’aristocrazia. Il libro ha voluto sottolinearci come la nostra protagonista si senta un’estranea all’interno della villa di Locke, di quanto quelle enormi stanze le stiano strette e quanto le feste la facciano sentire un’aliena. Credo che l’autrice abbiamo voluto presentarci questa situazione anche per evidenziare la diversa estrazione sociale tra January e il circolo del signor Locke.

La differenza di classi è sempre stato un tema scottante, ma soprattutto a partire da metà Ottocento con la Rivoluzione Industriale. Karl Marx è ancora oggi ricordato per la sua definizione di classe sociale, dicendo che sono proprio queste le vere protagoniste dei cambiamenti sociali una volta presa consapevolezza dei loro interessi comuni. Una classe è un’aggregazione di più membri con somiglianze dal punto di vista economico e culturale, ciò comporta stili di vita molto diversi e proprio a inizio ‘900, il periodo storico in cui è ambientato Le Diecimila Porte, si va incontro ad una netta divisione tra ricchi e poveri. Nel libro in realtà non si accenna alle dure condizioni di lavoro nelle fabbriche o campagne, al lavoro minorile o alle terribili condizioni d’igiene delle classi alla base della piramide sociale, ma questo è per spiegare quanto l’appartenenza ad una classe sia fondamentale nella nostra vita sociale. Appartenere ad una classe significa avere usi e costumi simili, interessi comuni. January infatti si ritrova in un mondo sconosciuto dato che le persone che si rivolgo a lei la vedono appartenente ad una classe ritenuta inferiore, anzi spesso la credono una domestica (dato anche il colore della sua pelle, in quegli anni purtroppo era sinonimo di servitù) o semplicemente cercano di evitare di starle vicino, nonostante lei sia sotto l’ala protettiva del signor Locke.

“La gente si mostra sempre incerta davanti a me: la mia pelle è di un rosso ramato, come se fosse completamente ricoperta di segatura di cedro, ma i miei occhi sono tondi e chiari e i miei vestiti sono costosi. Ero un animaletto viziato o una ragazza della servitù?”

Capite bene, anche solo da questa frase, quanto January voglia scappare dai giudizi altrui e smettere di essere categorizzata. E tutto ciò è aggravato dato che per buona parte del libro January si trova a “lottare” da sola questi signori.
Si accenna alla questione delle classi facendo riferimento anche al padre della protagonista, è un uomo che lavora per Locke, definito addirittura un agente operativo che si occupa di raccogliere tutti quegli oggetti e artefatti che fanno parte della collezione di Locke. Lavora incessantemente, lasciando indietro la figlia e restandole lontano per mesi.
Nel libro ci sono diverse scene in cui i membri del club di ricchi della società di cui Locke è il presidente, attuano dei comportamenti razzisti e discriminatori verso il padre di January, giudicandolo e disprezzandolo anche perchè di ceto inferiore.

Ripeto, non è questa la parte centrale all’interno del romanzo, ma è chiaro che l’autrice abbia voluto mostrare come persino una ragazzina così giovane abbia sentito il peso derivato dall’appartenenza ad una diversa classe rispetto a chi le sta intorno. Tutto sommato Le Diecimila Porte va a raccontare la storia di una giovane che, sentendosi un’estranea in questo mondo, va a cercare il suo posto e il suo scopo altrove. Perchè è essenziale per l’uomo sentirsi partecipe, compreso e accettato.

Detto questo noi ci risentiamo al prossimo articolo dedicato alle Diecimila Porte di January, questa volta sarà una semplice recensione.

Alla prossima!

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